Giunto gastroesofageo

GIUNTO GASTROESOFAGEO

Cancro del cardias

cancro del cardias

Lincidenza del cancro del cardias è in crescita a causa della diffusione della malattia da reflusso gastro-esofageo (MRGE). Quest’ultimo può a sua volta favorire l’insorgenza di un’altra malattia denominata esofago di Barrett, ossia una metaplasia (un cambiamento anomalo) delle cellule che rivestono il tratto terminale dell’esofago, le quali vengono sostituite con una nuova mucosa di tipo intestinale, generata dall’esofago stesso. Il trattamento chirurgico prevede l’asportazione del tratto di esofago interessato dal tumore, di un pezzetto dello stomaco e dei linfonodi regionali. Il trattamento associato laparoscopico-toracoscopico riguarda le forme non avanzate, ossia in assenza di infiltrazione dei pilastri diaframmatici.

Reflusso gastro-esofageo

Reflusso Gastro-Esofageo

La malattia da reflusso gastro-esofageo (MRGE) indica quella condizione patologica in cui il ritorno del contenuto gastrico verso l’esofago (che entro certi limiti è da considerare fisiologico) determina alterazioni della parete dell’esofago stesso con sintomi soggettivi, quali dolore e bruciore retrosternale.
Questa condizione va distinta dal rigurgito, il quale comporta il ritorno del contenuto gastrico fino alla cavità orale. Soprattutto in posizione supina, come ad esempio durante le ore notturne, i micro reflussi che giungono fino alle vie aeree possono determinare sintomi secondari quali faringite, rinite cronica, tosse e crisi asmatiche. Questa patologia è assai frequente, ma è possibile tenerla sotto controllo con la dieta ed una opportuna terapia medica. Raramente comporta una indicazione chirurgica, che può risultare necessaria solo se la terapia medica non funziona o se compaiono gravi sintomi secondari. La malattia da reflusso gastro-esofageo  è da considerarsi un disturbo dello svuotamento gastrico e può o meno associarsi all’ernia gastrica iatale.

 

Ernia gastrica iatale

L’ernia gastrica iatale (EGI) comporta lo scivolamento di una porzione dello stomaco dalla cavità addominale verso l’alto (regione toracica) a causa dell’allargamento del foro diaframmatico, ossia dello iato esofageo. L’ernia gastrica iatale di per se stesso non determina la malattia da reflusso gastro-esofageo (MRGE), ma una grossa ernia ne può favorire certamente l’insorgenza, rendendo necessaria una chirurgia laparoscopica, in particolar modo se è associata a sintomi cardiaci o respiratori. L’intervento più praticato consiste nella creazione di una sorta di cravatta intorno al tratto più basso dell’esofago (plastica antireflusso), la quale viene realizzata semplicemente con il fondo dello stomaco. L’ernia iatale viene ridotta, così come l’ernia inguinale, posizionando sul muscolo diaframmatico una rete in materiale non riassorbibile.

Acalasia esofagea

L’acalasia esofagea è un disturbo della motilità esofagea. Lo sfintere esofageo inferiore si rilascia in maniera incompleta e non coordinata con il passaggio del bolo alimentare, nonché con l’assenza della peristalsi fisiologica a livello del corpo esofageo. Il paziente avverte il rallentamento o l’arresto del passaggio del cibo (disfagia) ed è costretto ad assumere liquidi o a rimanere in piedi per consentire lo svuotamento dell’esofago che progressivamente si dilata. La diagnosi di acalasia esofagea si ottiene attraverso un test sofisticato (manometria esofagea). Il trattamento può essere di tipo endoscopico con dilatazione pneumatica, o chirurgico mediante sezione laparoscopica del tratto terminale della muscolatura dell’esofago. Per i migliori risultati a distanza, l’intervento laparoscopico si riserva in genere ai soggetti in giovane età.

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