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patologie e trattamenti

CANCRO DEL COLON-RETTO

Il carcinoma del colon rettoIl carcinoma del colon-retto rappresenta la seconda causa di morte per tumore. In Italia l’incidenza varia nelle diverse regioni da 30 a 53 nuovi casi l’anno ogni 100.000 abitanti e le proiezioni future ipotizzano sicuramente un progressivo aumento.

Attualmente la riduzione della mortalità è possibile identificando e asportando la neoplasia in uno stadio precoce, tenendo bene a mente la sequenza di trasformazione polipo adenomatoso benigno-cancro colorettale.

Per questa ragione risultano di fondamentale importanza la prevenzione primaria, la prevenzione secondaria, la diagnosi tempestiva, la sorveglianza dei soggetti a rischio e l’informazione della popolazione.

Le informazioni circa gli agenti eziologici responsabili della sequenza polipo adenomatoso benigno-cancro colorettale al momento sono insufficienti ed alquanto discordanti. La prevenzione primaria è attuabile seguendo delle regole igienico-alimentare, quali: la riduzione globale degli alimenti ad alto apporto calorico, l’aumento del consumo di alimenti ad alto contenuto di fibre e scorie, nonché un adeguato apporto di acqua.

La prevenzione secondaria prevede l’identificazione e l’asportazione endoscopica dei polipi adenomatosi, interrompendo così la sequenza polipo-cancro colorettale e riducendo l’incidenza attesa del cancro colorettale di circa l’80-90%. La colonscopia permette la visualizzazione di tutto il colon, l’identificazione e l’asportazione mediante strumenti dedicati di tutti i polipi e la possibilità di eseguire delle biopsie. Questo esame endoscopico viene condotto in regime di day surgery (ricovero al mattino e dimissione nelle prime ore della sera) e in anestesia generale (l’anestesista esegue una neuroleptoanalgesia che non prevede l’intubazione del paziente), per questo risulta completamente indolore e non vi sono disturbi nel periodo post-operatorio. Il giorno che precede l’esame Il paziente dovrà eseguire solo una preparazione di pulizia intestinale.

Per avere una diagnosi tempestiva è consigliabile che, gli individui che presentino sintomi di allarme per polipi adenomatosi e/o cancro colorettale, si sottopongano ad accertamenti aventi come fine quello di identificare la neoplasia in tempo utile per una terapia efficace.

sintomi Il carcinoma del colon retto

I sintomi di allarme sono rappresentati da: rettorragia (fuoriuscita di sangue dall’ano), presenza di sangue e muco nelle feci, defecazione in più tempi ravvicinati e/o senso d’incompleta evacuazione, stipsi di recente insorgenza.

I test diagnostici prevedono: una preventiva ed accurata anamnesi con relativo esame obiettivo del paziente, comprensiva dell’esplorazione digitale rettale; una pancolonscopia o una rettosigmoidoscopia; RX clisma opaco a doppio contrasto nel caso non fosse possibile effettuare la colonscopia.

È bene precisare che deve essere sempre prevista una diagnosi differenziale, dato che i sintomi sopracitati non sono tipici esclusivamente delle neoplasie, ma possono risultare un campanello d’allarme anche per patologie di tipo infiammatorio o funzionale.

La sorveglianza di quei soggetti a rischio elevato per Poliposi Adenomatosa Familiare (FAP) e Cancro del colon-retto (CCR) comprende:
– Individui con due o più parenti di primo grado (genitori, fratelli, figli) affetti da CCR e/o FAP: a partire dai 50 anni è consigliato effettuare una colonscopia o una rettosigmoidoscopia e un RX clisma doppio contrasto ogni 5 anni
– Pazienti già operati per CCR o FAP: eseguire una colonscopia dopo un anno dall’intervento e in seguito ogni 3 anni se risulta normale
– Pazienti con lunga storia di colite ulcerosa estesa o malattia di Crohn: effettuare una colonscopia ogni tre anni per impedire l’eventuale displasia (inizio della trasformazione maligna), fattore di rischio per CCR
 Screening sulla popolazione: circa l’80% dei nuovi casi di CCR si evidenziano in soggetti asintomatici ed in assenza di fattori di rischio conosciuti. Dato che la sua incidenza aumenta con l’età, i soggetti con età superiore ai 50 anni dovrebbero eseguire una pancolonscopia, con l’obiettivo di identificare individui con carcinoma del colon-retto o polipi adenomatosi

Prof. paolo barillari

Specialista in Chirurgia Generale